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Gli App Store possono aiutare Linux?

24 Giugno 2012

Varie

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Da utenti Linux siamo abituati da almeno 15 anni ad installare il 99% del software attingendo dai repository di applicazioni che vengono forniti dalla nostra distribuzione, oppure da contributi di terze parti. Il solo pensiero di dover andare alla ricerca del software tramite internet per trovare un pacchetto binario di installazione ci fa quasi sorridere.

Certo capita per quel 1% di dover ricorrere a questa antiquata tecnica, che invece è lo standard per gli ambienti Windows.
Quello che succede a chi da Windows prova Linux è di non trovare il software da installare, proprio perchè i pacchetti binary di installazione sono una minoranza, e rimangono perplessi per questo. D’altronde per anni e anni hanno usato quel sistema che è forse l’unico che conoscono.

Ma forse le cose stanno cambiando e questo grazie agli smartphone.
In questi dispositivi le applicazioni si installano sempre andando nelle App Store del telefonino e sciegliendo l’applicazione che si vuole utilizzare: così come avviene su Linux. E nessuno che usa uno smartphone viene in mente di andarsi a cercare un apllicazione se non tramite questo strumento.

Anzi, si misura la popolarità dei sistemi (es. iPhone, Android) grazie al numero di applicazione che sono disponibile nei loro App Store.

E’ probabile quindi che un utilizzatore di smartphone che in futuro dovesse utilizzare Linux si troverà quello a cui è già abituato e non sentirà più il problema della mancanza di programmi installabili 🙂

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